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I 5 punti per capire se è meglio cambiare fisioterapista

Questo articolo è un atto dovuto, per par condicio, per chiarire che il mio non è un attacco alla classe medica, bensì a tutti coloro che si definiscono professionisti, ma sono incompetenti e superficiali. Nessuno escluso!

E purtroppo questo accade molto spesso anche tra i miei colleghi.

Prima di capire come puoi smascherare un fisioterapista non preparato (o addirittura un finto fisioterapista!), devo fare una premessa fondamentale: i fisioterapisti non sono tutti uguali!

La formazione di ogni fisioterapista è diversa, perché dopo la laurea non esiste un percorso di specializzazione codificato e preciso, come accade ad esempio per i medici! Le specializzazioni sono molteplici e vengono proposte da associazioni e docenti privati, fatta eccezione per alcuni master post-laurea organizzati dalle università. La scelta dei corsi di specializzazione è assolutamente libera e varia da fisioterapista a fisioterapista (c’è anche chi non si specializza affatto!).

Quindi, il curriculum di ogni fisioterapista  è diverso!

Questo significa che un fisioterapista può andar bene per risolvere un certo tipo di problema e non per altri!

Quando devi sottoporti ad un trattamento, scegli accuratamente  il fisioterapista a cui affidarti, valutando due aspetti:

  • la sua formazione: quali corsi di specializzazione ha frequentato
  • la sua esperienza lavorativa: in quale ambito della riabilitazione lavora o ha lavorato

Ti faccio un esempio, per chiarire il concetto: se hai  il mal di schiena, non sceglierai un terapista che lavora e si è specializzato in problematiche neurologiche; se hai un bambino con una scoliosi non sceglierai un fisioterapista che lavora solo con pazienti anziani!  Non perché non sia abilitato a farlo (i fisioterapisti possono trattare tutte le problematiche !), ma semplicemente perché il suo trattamento non sarà il migliore per te, sarà frutto di una formazione sul mal di schiena di tipo scolastico, non aggiornata o addirittura superata, e di un’esperienza limitata.

Se hai il mal di schiena devi scegliere un fisioterapista che abbia conseguito delle specializzazioni in questa materia ( Rieducazione Posturale Globale, Diagnosi e terapia meccanica della colonna vertebrale, Terapia manuale, Osteopatia, ecc) e che tratti il mal di schiena quotidianamente!

Detto questo, non sei comunque al riparo da rischi!

Ma come fare a capire se il tuo fisioterapista è davvero competente e professionale?

  • 1- VALUTAZIONE

Un fisioterapista serio e preparato non mette mai le mani sul paziente senza averlo valutato, anche se il paziente arriva con una prescrizione medica. Deve prima effettuare una valutazione funzionale, che può durare anche tutta la prima seduta! Deve conoscerti in maniera approfondita, da un punto di vista che è diverso da quello medico, perché va ad indagare meglio il tuo assetto posturale, le tensioni muscolari, il tuo movimento, lo schema mentale che è alla base delle tue posture e del tuo movimento… Senza una valutazione funzionale, il fisioterapista non sa cosa deve fare!

  • 2 -PIANO DI TRATTAMENTO

E’ importante che tu sappia che questa è una precisa competenza del fisioterapista!  Non è vero che deve fare ciò che gli viene detto dal medico specialista!  Anzi, diffida da chi prende per oro colato ciò gli viene detto di fare, senza verificare o metterci del suo!  Se il fisioterapista non è d’accordo su eventuali indicazioni fornite dal medico, se le ritiene non idonee su un certo paziente o addirittura controindicate, può rifiutarsi di eseguire alcune prestazioni! La responsabilità  del trattamento è del fisioterapista ed è quindi colui che lo imposta! Il piano di trattamento varia da terapista a terapista, in base alle tecniche che utilizza, e deve condividerlo con te: devi essere informato su cosa farete insieme!

  • 3- TRATTAMENTO SPECIALISTICO

Nel mio articolo “I 5 punti per capire se è meglio cambiare medico”   ti ho spiegato che spesso alcuni medici non vanno alla causa del tuo problema, ma rimangono fermi al sintomo, spacciandolo per diagnosi! Allo stesso modo, moltissimi fisioterapisti si fermano al trattamento dei sintomi, senza andare ad agire sulle cause del tuo dolore! Ma questa non è riabilitazione!  La vera riabilitazione ricerca e rimuove la causa del tuo dolore e ti insegna a riconoscerla per non farlo tornare!  Non è riabilitazione un trattamento che produce un beneficio momentaneo, come l’utilizzo di apparecchiature, il massaggio o un trattamento di chinesi di 15/20 minuti, uguale per tutti.

  • 4 – VERIFICHE PERIODICHE

Il fisioterapista deve fare periodicamente il punto della situazione, per verificare l’andamento del trattamento  e se è necessario modificarlo.

  • 5 – CONFRONTO

Se hai domande o dubbi, non esitare a chiedere al tuo fisioterapista! Se è preparato ed agisce secondo scienza e coscienza non avrà problemi a risponderti e a confrontarsi con te o con i medici  che ti stanno seguendo! In caso contrario, c’è qualcosa che non va!

Un fisioterapista con una marcia in più non ti considera un oggetto che subisce passivamente il suo lavoro, ma ti mette al centro del percorso riabilitativo!

Ti rende consapevole del tuo problema, di ciò che farete insieme, dei miglioramenti, ma soprattutto ti educa: ti insegna, cioè, cosa fare e non fare per risolvere definitivamente il tuo problema, mantenendo nel tempo i risultati ottenuti!

Non vuole che tu dipenda da lui per il tuo benessere!
Questa parte del trattamento viene definita COUNSELING.
Talvolta, questo aspetto non è considerato prioritario da terapisti in gamba e molto preparati, semplicemente perché hanno una visione diversa del trattamento riabilitativo.

Personalmente lo ritengo un approccio vincente nel tempo alle problematiche posturali e della schiena in particolare.

Raccontami la tua esperienza!

Il tuo fisioterapista rispetta i 5 punti?

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Commenti (25)

  • l’esercito dei falsi fisioterapisti

    19 Giugno 2014 Rispondi
    […] Ti consiglio di leggere anche l’articolo : I 5 punti per capire se cambiare fisioterapista. […]
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      Francesca

      31 Maggio 2019
      Salve Dottoressa, le racconto la mia vicenda. A novembre 2018 a causa di un addestramento per il lavoro che faccio,mi si è scaturito sulla spalla destra un forte dolore e lungo il braccio un forte dolore che inizialmente ho curato con delle semplici creme tipo voltaren il dolore dopo qualche settimana ha iniziato ad essere più lieve e quindi pensavo fosse un semplice strappo o che la mia spalla fosse stata messa troppo sotto sforzo. A metà dicembre il dolore è iniziato a diventare di nuovo forte e allora su consiglio del mio medico curante ho provveduto a fare una ecografia con diagnosi tendinosi di medio grado. A quel punto ho fatto una visita da un fisiatra a febbraio e mi ha comunicato che avevo una borsite con infiammazione del sovraspinato e mi consigliava 10 sedute di tekar e 10 di chinositerapia dopo aver fatto le prime 10 di entrambe e continuando a non avere miglioramenti le abbiamo prolungate ad altre 10 +10 cambiando solo da tekar a laser e mi ha detto di fare anche una radiografia. A questo punto non vedendo grossi miglioramenti poiché il dolore c’è ancora meno forte rispetto a prima ma comunque c’è e molti movimenti non riesco a farli senza provare fastidio o dolore ho pensato che forse dovrei cambiare fioterapista... secondo lei dovrei farlo perché purtroppo a soli 30 anni non mi posso neanche più permettere di stare sdraiata sul lato destro o fare certi sport. Cosa ne pensa? La ringrazio anticipatamente Saluti Francesca
    • Barbara Corrieri

      Barbara Corrieri

      17 Giugno 2019
      Gentile Francesca, per prima cosa mi scusa per il ritardo con cui le rispondo, causato da un'intensa attività lavorativa che non mi ha dato tregua. Credo che il suo caso sia emblematico di un approccio basato esclusivamente sulla diminuzione del dolore senza andare rimuoverne la causa, con una diagnosi parziale basata esclusivamnete su un'ecografia, così mi sembra di aver capito, e non su una seria valutazione clinica e posturale. Quindi la mia risposta è, evidentemente, SI', cambi terapista. Se dopo tutte queste sedute il suo problema persiste c'è un problema di approccio diagnostico e terapeutico che il collega non sa affrontare. In bocca al lupo!
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    Riccardo Castello

    9 Dicembre 2015 Rispondi
    Buongiorno, Grazie per queste informazioni. Ho 40 anni e da maggio 2015 (mentre le scrivo siamo a dicembre 2015), soffro di maldischiena a livello lombare. Non ho mai sofferto di maldischiena prima. Oggi ho l'appuntamento con il primo fisioterapista "della mia vita". Ho letto i suggerimenti che lei a dettagliato, su come fare a capire se si tratta di un bravo fisioterapista o meno. Mi chiedo se esiste un metodo efficacie per trovare il fisioterapista "giusto", per le mie specifiche necessità, senza andare a visitare direttamente tutti i fisioterapisti della zona mia zona (Lecco)... ? Grazie.
    • Barbara Corrieri

      Barbara Corrieri

      15 Dicembre 2015
      Ciao Riccardo,benvenuto su amalatuaschiena. Purtroppo non esiste un metodo efficace per identificare il terapista giusto. Ma sicuramente la prima cosa da valutare è quali specializzazioni ed in quali patologie abbia più esperienza. Posso sicuramente consigliarti quella che, a mio avviso, è la formazione più completa per trattare in modo competente la schiena: Rieducazione Posturale Globale e Metodo McKenzie. Il primo metodo permette di inquadrare il problema di schiena in un contesto globale, in rapporto al resto del corpo,il secondo è il solo metodo risolutivo per le discopatie ( protrusioni ed ernie del disco). Spero di esserti stata di aiuto. Aggiornami su come va il trattamento. A presto
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    ELISA

    14 Febbraio 2017 Rispondi
    Buonasera, sono una ragazza di 38 anni ed è da ottobre che ho problemi di tensione cervicale a dx. Il dolore parte dala nuca fino a metà braccio. Faccio le pulizie di lavoro e sollecito ogni giorno la parte. Mi parte molto spesso una forte emicrania a dx mi prende la tempia e la sento pulsare appena mi muovo. Sono in cura da un fisioterapista ma ogni volta che mi manipola mi scatena il dolore, sto facendo anche agopuntura ma non sto migliorando x niente anzi.. mi ha insegnato esercizi x la zona e nonostante li ripeta ogni giorno il dolore è costante. Sto pensando sinceramente mi smettere xchè butto via soldi.
    • Barbara Corrieri

      Barbara Corrieri

      15 Febbraio 2017
      Ciao Elisa, credo che tu abbia già la risposta, se la terapia scatena il dolore e non c'è miglioramento evidentemente non è la terapia giusta. Questo non significa che la riabilitazione non serva a nulla, ma che questo terapista non sta perseguendo i giusti obiettivi. Molto probabilmente il problema è all'origine, non è stata posta una diagnosi e non è stato impostato di conseguenza un trattamento mirato ad eliminare la causa del dolore. il mio consiglio è di affidarti ad un professionista con competenze specifiche rispetto al trattamento della colonna vertebrale per capire se la causa è una discopatia oppure un problema su base posturale o di altra natura. Ovviamente la tua professione non aiuta, sarebbe opportuno durante le prime fasi del trattamento evitare di sollecitare la zona o attuare delle strategie per ridurle, ma questo devi concordarlo con il terapista che ti segue. Fare terapia senza modificare le abitudini di vita che producono il dolore non serve a nulla. In questo le Regole del corso gratuito potranno esserti di aiuto!. Fammi sapere.
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    Marco

    27 Dicembre 2017 Rispondi
    Buonasera, io ho circa 40anni e sono stato trattato nel domicilio della fisioterapista(lettino trattamenti nella camera da letto). Ho avuto un problema alla spalla e tronco, per il problema alla spalla mi aveva indicato tempi lunghi...ha iniziato il trattamento con gli ultrasuoni e dopo quasi un mese ha iniziato con gli esercizi....risultato nullo....pagavo 30 euro per seduta(kinesi +ultrasuoni), 20 solo kinesi, però mi sono ritrovato una fattura con su indicati quasi 150 euro di ultrasuoni per 10sedute e quasi 80 per 8 sedute di chinesi spalla tronco....nonostante l'abilitazione non aveva neanche una sua assicurazione....risultato ho cambiato fisioterapista, in uno studio, dopo due settimane di soli esercizi ho migliorato nettamente la mobilità della mia spalla, diffidate dagli improvvisati che la tirano per le lunghe...
    • Barbara Corrieri

      Barbara Corrieri

      5 Gennaio 2018
      Ciao Marco, la tua esperienza conferma il mio pensiero: si lavora senza obiettivi e senza condividerli con il paziente. Questo per me è molto grave. Ogni fisioterapista prima di toccare qualunque paziente dovrebbe porsi delle domande: ho una diagnosi? su cosa devo lavorando? cosa voglio ottenere? cosa può e non può fare il paziente per guarire più velocemente e non contrastare il mio lavoro? come posso spiegargli in parole smeplici e comprensibili la sua problematica ed il percorso terapeutico? Queste domande che non sono legate all'abilitazione professionale, ma alla testa del terapista e a mio modesto parere fanno al differenza tra un fisioterapista di basso livello ed un prfessionista (ed anche il prezzo delle sedute è abbastanza esplicatico, coerente con la qualità delle prestazioni e con la formazione). Mi dispiace per la tua esperienza, per fortuna hai poi trovato un bravo terapista. Continua a seguirmi!
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    M

    24 Maggio 2018 Rispondi
    Cerco di riassumere brevemente la mia situazione. Alto 185, 85kg, facevo da anni judo e palestra. Maggio 2015, come consuetudine metto in pausa lo sport per concentrarmi sulla sessione di esami. Per 15 giorni studio alla scrivania tenendo gamba destra accavallata e bacino ruotato. Una sera mi sento una frusta di fuoco attorno alla gamba sinistra, girarmi nel letto equivaleva a pugnalate nei fianchi. Medico di base prescrive terapia di bentelan e muscoril, sparisce il dolore acuto ma rimane una fitta medio intensa nel gluteo sinistro. Mi visita un fisioterapista, dice che non ho nulla e che devo rinforzare la muscolatura addominale e lombare, purtroppo appena provo a fare un'addominale sento uno spillo nel gluteo. Agosto 2015, rimango totalmente bloccato, mi portano a casa in spalla. Ero in vacanza e non potevo chiedere prescrizioni dal dottore. Mi faccio consigliare dal farmacista e inizio un ciclo di dicloreum. Dopo 3 giorni sparisce la patologia, dopo 7 giorni ritorna ma al gluteo destro! Rimango con questa situazione di malessere fino a febbraio. Una mattina mi sveglio, guarito! Niente dolori. Agosto 2016, mi sdraio per una mezz'ora sul letto a pancia sotto, i dolori al gluteo destro ritornano, faccio un ciclo di dicloreum e per fortuna si riattenuano. Maggio 2017, ritorna di nuovo. Mi faccio visitare da un ortpedico che dopo una lunga visita mi diagnostica la sindrome del piriforme(mi dice che in 30 di carriera l'ha diagnosticata 20 volte) mi chiede risonanza magnetica e rx della colonna prima di confermarmi una terapia, risulta protusione discale L5-S1 ma talmente leggera da non interferire con i nervi. Rx della colonna nota un asimmetria del bacino, il destro è leggermente più alto ma entro i termini della tollerabilità. Nel frattempo provo ad andare da un fisiatra, mi dice che la sindrome del piriforme non esiste e mi spilla un sacco di soldi per una fascia lombare e sedute di fisiatria che non mi servono assolutamente a nulla. Torno dall'ortopedico con i risultati, mi dice che dalle lastre nulla giustifica la mia sintomologia e per esclusione conferma la sindrome del piriforme diagnosticata la prima volta. Mi prescrive un ciclo di sirdalud e massaggi cyriax. Se non danno complicanze, ben vengano stretching del piriforme e attività in palestra per il rafforzamento addominale e lombare. Dopo il ciclo di sirdalud ero guarito. Ho interrotto ogni attività che potesse essere scatenante(no corsa, no pesi,no sdraiato pancia sotto). Sono riuscito a vivere senza dolori ma con timore fino ad una settimana fa, quando mi sono svegliato di nuovo con un pugnale nel gluteo destro, ciclo di dicloreum per far passare la fase acuta, e adesso sto sotto sirdalud ma che non ha affatto l'efficacia che aveva dimostrato un anno fa. Vedrò come si risolve la situazione nei prossimi giorni, in caso andrò da un nuovo fisioterapista per iniziare delle sedute di massaggi come consigliatemi all'epoca dall'ortopedico. Il fatto è che queste guarigioni spontanee e casuali mi portano all'essere reticente nell'investire somme non indifferenti in fisioterapia (considerando la brutta esperienza col fisiatra), però sono arrivato ad un punto in cui voglio guarire definitivamente, se è ancora possibile. Sono 3 anni che non faccio una bella corsa, mi chiedo se mai ci riuscirò di nuovo.
    • Barbara Corrieri

      Barbara Corrieri

      29 Maggio 2018
      Ciao, la tua storia riassume tutti gli errori che vengono commessi nel diagnosticare e trattare un'ernia del disco: ERRORE n. 1: diagnosi sbagliate. I sintomi erano chiari ed inconfondibili da subito.La sindrome del piriforme non ha le caratteristiche descritte e dire che la sintomatologia fosse ingiustificata da una lastra sono errori talmente gravi da far rabbrividIre. ERRORE N.2. i farmaci non curano nulla, tantomeno una lesione del disco, azzittiscono ( e neanche sempre) i sintomi temporaneamente e nel frattempo la lesione si aggrava. Quindi quando dici che eri guarito, in realtà era un'illusione ed oggi ne hai le prove. Le ernie del disco non guariscono spontaneamente, hanno fasi acute e subacute ( se si assumono farmaci) e peggiorano progressivamente. ERRORE N. 3: la scelta del terapeuta. Per curare una colonna e soprattutto un'ernia del disco, devi scegliere un professionista che tratti ernie del disco ogni santo giorno, che ne conosca le dinamiche e non commetta errori gravissimi come prescrivere rinforzo di addominali o massaggi, senza criterio, creando ulteriori danni... Oltretutto hai descritto anche un caso di abuso della professione,che è un reato penale: un fisiatra non può fare trattamenti, può solo fare diagnosi. Questo è gravissimo, ma purtroppo accade. Quindi, ti do un consiglio spassionato: sospendi ogni farmaco, ogni trattamento ed ogni attività fisica e non affidarti ad un fisioterapista qualunque. I fisioterapisti sono tutti diversi per formazione, specializzazioni ed ambiti di intervento. le ernie del disco possono guarire definitivamente a patto che si affrontino con competenza. In bocca al lupo!
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    M

    2 Giugno 2018 Rispondi
    Grazie della risposta Dott.ssa Corrieri. Ho cambiato fisioterapista, il nuovo specialista visitandomi, ascoltando la mia storia e visionando le mie lastre ha prescritto come terapia, antinfiammatori, un ciclo di 10 sedute di tecarterapia, ginnastica posturale, ed una volta passati tutti i sintomi, dedicare almeno una volta ogni due settimane, del tempo al nuoto o al pilates. Per adesso ho fatto 4 sedute di tecar e la situazione non solo non è migliorata ma peggiorata ampliando il dolore anche alla coscia fino al ginocchio. Il fisioterapista a dedotto possa derivare dalla posizione prona tenuta durante la terapia e di tenere un cuscino sotto la pancia dalla prossima volta. Il dicloreum l'ho preso in due occasioni in cui mi sono svegliato alle 4 di notte con la sensazione di pugnalate nei fianchi. Appena finito il ciclo di tecar verrò visitato da un posturologo che mi prescriverà la ginnastica posturale più adatta alla mia specifica situazione. Spero questo sia il procedimento corretto che possa risolvere definitivamente questo problema. (per sbaglio non so se sia stato inviato un secondo messaggio simile a questo)
    • Barbara Corrieri

      Barbara Corrieri

      4 Giugno 2018
      Io le auguro davvero di guarire al più presto ma per onestà intellettuale le devo dire che non sono fiduciosa a riguardo. Sono in completo disaccordo con tutte le indicazioni che le sono state date ed il peggioramento dei sintomi conferma il mio pensiero. Il problema non è affatto la posizione prona,anzi.. evidentemente il collega non conosce l’azione delle posizioni e dei movimenti sulle discopatie... la posizione prona è una posizione terapeutica,va consigliata! Al contrario, mettere un cuscino sotto la pancia non va bene,allenta i muscoli ma lesiona di più il disco. A mio parere il peggioramento che lei ha avuto è dovuto ad un approccio terapeutico sbagliato e al fatto che non le sono state impartite una serie di regole da seguire costantemente, senza le quali non si possono avere risultati... in bocca al lupo,davvero..
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    M

    8 Giugno 2018 Rispondi
    Gentile Dott.ssa ci tenevo a raccontarle gli ultimi sviluppi. Sono alla 8° seduta di Tecar e continuo a pensare non mi abbia dato nessun miglioramento. Sono stato invece sorpreso dell'efficacia della seduta di posturale. Il posturologo mi ha detto che secondo lui la mia protrusione discale è troppo lieve e non è lei la causa dei danni, ritiene invece che tutta la mia parte destra del corpo sia piena di tensioni muscolari che vanno sciolte. Ed effettivamente dopo 30 minuti di manovre e respirazione con lui, mi sono sentito come se avessi preso un antinfiammatorio.
    • Barbara Corrieri

      Barbara Corrieri

      11 Giugno 2018
      Sono felice per lei e mi auguro che guarisca al più presto. Solo una piccola doverosa riflessione: i sintomi da lei descritti sono senza ombra di dubbio legati ad una lesione del disco. Nessuna tensione, contrattura o retrazione muscolare da origine a dolori lancinanti con impossibilità all'appoggio del piede. Quindi, sicuramente le tensioni ci sono ma c'è anche una lesione discale da curare e soprattutto da non far peggiorare. Un caro saluto e ancora in bocca al lupo
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    M

    17 Giugno 2018 Rispondi
    Gentile Dott.ssa, come aveva previsto non sto risolvendo assolutamente nulla. La tecarterapia mi sono sembrati soldi buttati, mentre per la posturale, sono stato meglio la prima volta ma molto peggio dalla seconda, con dolori che mi sono durati per il resto della settimana. Da 3 giorni ho iniziato a fare questi esercizi ogni mattina https://www.pazienti.it/news-di-salute/esercizi-per-combattere-la-lombalgia-cronica-27102016 ed il miglioramento è stato immediato, ho iniziato a dormire senza svegliarmi a causa delle fitte e la mattina mi alzo dal letto con un dolore molto più leggero. Vorrei continuare autonomamente su questa strada, perchè al centro fisioterapico ho speso tanti soldi ma con zero risultati, vorrei un suo parere.
    • Barbara Corrieri

      Barbara Corrieri

      19 Giugno 2018
      Salve, io ne ero certa sin da quando mi ha raccontato la sua vicenda. Purtroppo le devo rispondere che non mi è possibile fornire consulenze di questo tipo in questo contesto, perché equivarrebbe ad affermare che le ernie o qualsiasi mal di schiena si possano curare con 3 o 4 esercizietti uguali per tutti. E non è assolutamente così. Per curare un'ernia bisogna prima valutarla clinicamente per capire l'entità del danno, senza farmaci o terapie sintomatiche che ne alterino i sintomi; bisogna vedere come sono i dischi, se sono disidratati o meno, o addirittura degenerati; bisogna vedere che postura ha il paziente e se la zona lombare è rigida o meno, se le vertebre sono allineate o hanno una deformità acuta per il dolore.. insomma, curare un'ernia è un atto specialistico che non può essere improvvisato, né tantomeno sostituito da un manuale di esercizi stereotipati. Peraltro la maggior parte di quelli elencati nel link sono controindicati in quanto aprono la lesione del disco. Se desidera un mio parere professionale devo necessariamente visitarla, a studio o a distanza,viceversa mi metterei allo stesso livello di chi combatto ogni giorno.
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    Daniela

    7 Settembre 2018 Rispondi
    Ciao, chissà se questo modulo e' ancora valido... Cmq sono reduce da una esperienza a mio avviso brutta con un fisioterapista. Pare mi abbia consigliato una serie di esercizi che per le condizioni della mia schiena erano distruttive e ora sono due settimane a letto. Peccato non si possa fare mai nulla in questo casi perché nella medicina e' tutto un'opinione.
    • Barbara Corrieri

      Barbara Corrieri

      1 Ottobre 2018
      Gentile Daniela, le chiedo scusa per il ritardo con cui riceve questa mia risposta, il suo commento non mi è stato notificato e ne ho avuto contezza solo ora. Purtroppo la sua esperienza è comune a moltissime persone, in particolare a chi soffre di protrusioni ed ernie del disco, che vengono comunemente trattate senza una competenza specifica, con metodi e conoscenze scolastiche, creando danni anche molto seri.. Capisco il suo sconforto , ma la medicina non è un'opinione. I medici ed i fisioterapisti dovrebbero avere l'onestà di dire ad un paziente quando non si è in grado di curare un certo tipo di problema, ma non accade spesso.. ogni fisioterapista è diverso, per formazione ed esperienza clinica, quindi le consiglio di affidarsi a chi ha una competenza specifica in questo ambito, perché si può guarire dal mal di schiena, a patto che si ponga una diagnosi seria, si individuino i vari livelli di causa e si trattino in modo specifico. In bocca al lupo
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    Sospetti Claudio

    23 Ottobre 2018 Rispondi
    CLAUDIO SOSPETTI 57 ANNI.BUONGIORNO A MAGGIO 2018 HO EFFETTUATO UN INTERVENTO DI PROTESI ALL'ANCA ,E DOPO SETTE GIORNI DI DEGENZA OSPEDALIERA SONO STATO TRASFERITO ALL'ISTITUTO S.STEFANO PER LA RIABILITAZIONE DOVE SONO STATO TRE SETTIMANE,GIA DAI PRIMI GIORNI HO AVUTO DOLORI SUL TROCANTERE EMI È STATA DIAGNOSTICATA UNA TROCANTERITE ,ANCOR'OGGI DOPO CINQUE MESI NON RISOLVO IL PROBLEMA.HO FATTO TRATTAMENTI DI TECAR,LASER SD ULTRASUONI,ESSENDO IN TERAPIA ANTICOAGULANTE NON POSSO FARE ONDE D'URTO.DA IERI HO RIPRESO LA FISIOTERAPIA NELLA STESSA STRUTTURA E OGGI HO PIU DOLORE .MI PUO CONSIGLIARE QUALCOSA?GRAZIE.
    • Barbara Corrieri

      Barbara Corrieri

      27 Ottobre 2018
      Buongiorno Claudio, ragioniamo per logica: se ad oggi sta peggio significa che la diagnosi e/o il trattamento non sono corretti. Non la conosco, quindi non ho gli elementi per darle una risposta più precisa, ma sicuramente la valutazione del suo problema dovrebbe essere più approfondita, magari completata con una visione globale della sua postura, del suo modo dì camminare, che sicuramente sono alterati dal dolore, già da prima dell’inter. Si affidi ad un fisioterapista specializzato in RPG. In bocca al lupo!
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    Loretta

    29 Agosto 2019 Rispondi
    Vorrei sapere se usare il cellulare durante il trattamento di fisioterapia è educazione
    • Barbara Corrieri

      Barbara Corrieri

      30 Settembre 2019
      Ciao Loretta, immagino che la domanda sia provocatoria. La risposta per quanto mi riguarda è ovvia, è una mancanza di rispetto e di educazione che andrebbe immediatamente contestata, ma ciò deve avvenire da entrambe le parti. Il terapista e il medico non devono avere il cellulare vicino ed il paziente deve spegnerlo per non disturbare e interrompere la seduta.
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    Alessio

    1 Ottobre 2019 Rispondi
    Sono un Fisioterapista che ha appena concluso un master in terapia manuale a Bologna, mi sono imbattuto in questo suo blog e volevo farle davvero i miei complimenti, sia per le tante verità che riguardano la nostra professione e l'approccio al paziente, sia per quanto riguarda le metodiche non standardizzate e cucite su ciascuna persona. Durante il master sono rimasto particolarmente affascinato dalle lezioni riguardanti il rachide lombare ed il "low back pain" e penso che lei sarebbe un'ottima guida per ogni fisioterapista che voglia specializzarsi in questo distretto. Spero di intraprendere la sua strada e ancora complimenti.
    • Barbara Corrieri

      Barbara Corrieri

      2 Ottobre 2019
      Caro Alessio, ti ringrazio di cuore per le tue parole. Gli apprezzamenti fanno sempre piacere, a maggior ragione se provengono da un collega. La nostra professione è meravigliosa ma anche molto complessa e per certi aspetti molto dura. Ci vuole tanta passione e tanta dedizione per portare avanti la propria idea di riabilitazione ed il proprio progetto, soprattutto quando sei una voce fuori dal coro. Il mio consiglio è di non fare un po’ di tutto,come fanno la maggior parte dei fisioterapisti, ma di scegliere un ambito di competenza che ti appassioni e in cui sei bravo e continuare a formarti in quel settore, secondo approcci e visioni totalmente differenti. Questo ti permetterà di creare una tua idea ed un tuo metodo che arricchirà i tuoi pazienti. Un grande in bocca al lupo!