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I 5 punti per capire se è meglio cambiare medico

 

 

Vorrei premettere che questo è il mio personale punto di vista maturato in 20 anni di esperienza con tantissimi pazienti che soffrono di mal di schiena (e non solo) ,e di confronto con moltissimi medici, alcuni dei quali davvero competenti ed attenti, con i quali è facile collaborare e concordare obiettivi comuni; medici che mi hanno mostrato cosa vuol dire fare il medico!

Considero il lavoro del medico fondamentale, insostituibile, sia in senso assoluto che relativamente alla mia professione.

Io devo proseguire il loro lavoro con il mio, ma per fare questo è necessario sapere ciò che hanno capito di te, che non può e non deve rimanere un patrimonio “privato” ma deve essere condiviso in un’ottica comune,con obiettivi sinergici!

Affermo questo perchè in molti casi i pazienti, dopo una o più visite, arrivano a mani vuote!

A mani vuote significa senza una diagnosi della causa, senza indicazioni precise, a volte solo con prescrizione di farmaci, oppure a mani vuote nel senso letterale del termine, senza referto, con indicazioni verbali..

In questi casi, non avendo sufficienti elementi diagnostici per impostare un programma riabiliativo sono costretta a chiamare il medico di riferimento per chiedere informazioni sul paziente, che spesso non mi vengono fornite per motivi vari: non ricordano il paziente perchè ne vedono tanti, non hanno un archivio, non hanno maggiori informazioni di quante non siano scritte, non ritengono necessario il confronto con la mia figura professionale…

A questo punto sono costretta a fare da me!

In questo articolo voglio fornirti gli strumenti per capire se ti stai affidando ad un medico competente e scrupoloso, il cui lavoro abbia un senso, oppure se dopo una visita sei esattamente al punto di partenza, anche se hai pagato cifre esorbitanti!

Una visita seria deve seguire questi 5 punti ( tutti!)

  • 1 – DOMANDE.

Il medico non ti conosce o, se anche ti conosce, non sa nulla del tuo problema. Quindi, prima di ogni altra cosa, deve raccogliere informazioni da te.

Questa fase della visita è la più importante, perchè serve ad indirizzarlo verso un’ipotesi diagnostica!

Il termine tecnico per indicare questa raccolta dati è ANAMNESI(sicuramente lo avrai trovato su cartelle cliniche e referti).
Le domande devono riguardare, innanzitutto, eventuali patologie, anche del passato, e terapie farmacologiche.

Servono al medico per saperne di più di te, per capire se il tuo mal di schiena è correlato ad esse, ma anche per non correre rischi nella prescrizione di esami o farmaci.Ti faccio solo alcuni esempi:

  • se hai problemi di natura viscerale, cardiaci, respiratori, il tuo mal di schiena potrebbe esserne influenzato e viceversa.
  • Se hai un pacemaker o una valvola cardiaca metallica non puoi fare una risonza magnetica.
  • Se assumi anticoagulanti come il coumadin, non puoi associarlo a tutta una serie di farmaci.

Dopo un inquadramento generale, è il momento del terzo grado sul tuo mal di schiena!

Uso volontariamente questo termine per farti capire che non è sufficiente sapere che hai dolore alla schiena o alla gamba o al braccio per fare diagnosi!

Chi ti visita deve chiederti da quanto tempo hai il mal di schiena, la sua esatta localizzazione, che tipo di dolore hai, la sua intensità, se si modifica e in che modo, in quali momenti della giornata si manifesta, la sua relazione con il movimento e con i vari movimenti, se si irradia, se si associa ad altri dolori in altre parti del corpo, se hai provato delle cure e il loro esito, il tuo lavoro, le tue attività, la qualità del tuo sonno, il tuo stile di vita, . . . l’ho detto tutto d’un fiato, per farti capire che il tuo mal di schiena è un mondo da scoprire! Non bastano un paio di domande!

  • 2. VALUTAZIONE.

A questo punto, il medico ha una sua idea della possibile causa del tuo mal di schiena, un’ipotesi che deve essere confermata.
Il nome di questa seconda fase è
ESAME OBIETTIVO e comprende : test, prove, posizioni, manovre, movimenti eseguiti dal medico o direttamente da te, l’analisi della parte dolente, della tua postura, del tuo “modo” di muoverti, delle tensioni muscolari, della tua capacità di rilassamento. . .

Quindi, per essere chiari, se il medico ti alza solo una gamba in alto e hai dolore, non è sufficiente a fare una diagnosi. . .

  • 3. INDAGINI.

Se hai letto il mio articolo “MI FA MALE LA SCHIENA: LASTRA? RISONANZA? TAC?“, sai già come la penso!

Questa terza fase è utile a fugare dubbi o a cercare risposte che le precedenti fasi non hanno potuto fornire, ma non si deve sostituire ad esse!

Solo a questo punto della visita il medico dovrebbe leggere gli esami portati da te o prescriverne di nuovi (se necessari!).

Spesso, invece, è la prima cosa che si fa, con il rischio di “pilotare” una diagnosi.

Visionare una lastra o una risonanza magnetica senza prima aver valutato attentamente il paziente, può indirizzare il medico verso una diagnosi non sempre veritiera e sempre incompleta!

  • 4. DIAGNOSI.

Solo a questo punto il medico può esprimersi e formulare una diagnosi, che individui le cause del tuo mal di schiena e non sia la semplice traduzione in “medichese” dei tuoi sintomi! Cosa intendo? La maggior parte della “diagnosi” altro non sono che i sintomi riferiti dal paziente, detti meglio! In pratica, non dicono nulla di nuovo! Ma questo sarò oggetto di un prossimo articolo!

  • 5. INDICAZIONI.

Questa è la fase in cui il medico deve impostare il percorso terapeutico, attraverso consigli, particolari indicazioni, eventuali limiti o controindicazioni al trattamento riabilitativo, cure farmacologiche, prescrizione di ausili o presidi, richiesta di ulteriori consulenze specialistiche, ecc.

Tutti questi 5 punti devono essere trascritti su un REFERTO, che il medico deve consegnarti al termine della visita.

Il referto deve essere LEGGIBILE, deve riportare la data della visita, il timbro e la firma del medico che lo redige.

Dovrai mostrarlo al tuo medico curante, al tuo terapista, allo stesso medico durante le visite di controllo, per fare il punto della situazione in modo serio e preciso, e conservarlo in una cartellina con tutti i documenti relativi al tuo mal di schiena, per non perdere informazioni utili!

Il referto è un documento importante, pretendilo!

Questo è necessario per creare un lavoro di èquipe, anche se a distanza, lavorando tutti verso lo stesso obiettivo, ciascuno con la propria professionalità!

Pretendi cure di valore!

 

 

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Commenti (3)

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    simona

    14 Agosto 2013 Rispondi
    il punto 4 diagnosi che hai descritto è verissimo!!!! succede sempre....vabbè cambio medico :)
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    DAVIDE

    31 Luglio 2014 Rispondi
    Cara Barbara sono un collega( Fisioterapista- Posturologo- Osteopata). Ho letto i tuoi articoli e sono pienamente d'accordo con te! Anche io sto costruendo il mio blog perchè sono veramente stufo!!! Internet è uno strumento potentissimo e la gente è in diritto di sapere a chi affida la propria salute. Salvando la pace di qualche "MEDICO" , la stragrande maggioranza sono veramente "medichesi"... Tutti i pazienti arrivano con le diagnosi sulle quali c'è scritto il sintomo. Sinceramente c'ho perso le speranze... La maggior parte dei pazienti arrivano depressi e sfiduciati perchè gli "SPECIALISTI" (€ 150 per dire vai a fare un pò di piscina, oppure per riempirli di farmaci) ,non conoscendo la "Vera Riabilitazione" , fanno terrorismo psicologico. L'ultimo ragazzo di 15 anni che mi è arrivato con diagnosi di Osgood-Shlatter gli era stato detto che a calcio, la sua più grande passione, non avrebbe potuto giocare più. Un mese di terapie ed è ritornato a giocare! Ma di casi come questo ne ho a centinaia... Un'altra paziente ,con nevralgia del pudendo, sono anni che gira tutti gli studi medici d'Italia, tra farmaci e infiltrazioni al pudendo stava uscendo pazza. E poi quando non risolvono il problema se ne lavano le mani affermando che sei pazzo! E' bastato un semplice byte e in 3 giorni è sparito tutto. Ma allora di che parliamo??? La gente è stufa di questa medicina dominata dalle multinazionali del farmaco. Sposo in pieno il tuo progetto, anche il mio è in fase di conclusione. Educhiamo le persone, parliamo loro con un linguaggio semplice senza fare i "PROFESSORI" e bypassiamo questi "cultori del sintomo" perchè al mio paese si dice: " A lavare la testa al ciuccio, ci perdi l'acqua e il sapone"!!!
    • Barbara Corrieri

      Barbara Corrieri

      1 Agosto 2014
      Ciao Davide,ti ringrazio per il sostegno al mio progetto,che non é scontato.. nei miei articoli cerco di rendere le persone più consapevoli e quindi in grado di scegliere,ma sono certa che questo mio approccio non piacerà a tutti, perché annulla la dipendenza dal camice bianco, dall'abuso di farmaci,da terapie inutili,da tutto un sistema che si basa su interessi economici ma non crea salute! Combattere questo inganno si può,con la competenza e l'onestà intellettuale,anche correndo il rischio di essere considerato scomodo ed osteggiato.Buona fortuna per il tuo progetto, mi farebbe piacere vederlo! A presto!