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NON HAI NIENTE!

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“Non hai niente! E’ lo stress!”

E’ capitato anche a te di sentirti dire queste parole dopo una visita?

Questa frase, in apparenza tranquillizzante, in realtà è fortemente destabilizzante e frustante, perché il dolore è reale, a volte è forte e continua a peggiorare.

Non ti senti ascoltato, compreso e rimani senza una soluzione.

Lo stress certamente è qualcosa con cui tutti noi dobbiamo fare inevitabilmente i conti, ogni giorno, ma attribuirgli la causa di un dolore dal mio punto di vista è sbagliato e denota superficialità nell’approccio terapeutico.

E allora perché accade?

La spiegazione è semplice, perché gli esami diagnostici non mostrano nulla di rilevante: hai fatto una lastra, tutto sommato nella norma, oppure una risonanza magnetica e non ci sono protrusioni, ernie del disco o altre problematiche che giustifichino i sintomi.

Ma questo non significa che non ci sia una causa, semplicemente va ricercata altrove.

Mi spiego meglio: gli esami diagnostici valutano solo alcuni aspetti specifici del tratto indagato, ad esempio la lastra mostra solo le ossa, la risonanza esamina la zona in modo più approfondito, ma a tagli. Quindi si tratta di una valutazione assolutamente parziale e non è detto che la causa stia lì. Eppure normalmente viene attributo agli esami un valore assoluto, al punto che se lì non c’è nulla, tu non hai nulla!

Ecco quindi che la spiegazione al tuo mal di schiena o del dolore cervicale deve essere ricercata in un fattore evidentemente INVISIBILE, lo stress!

Ti dirò di più! Tale attitudine è talmente radicata, consolidata, che è stato dato un nome a questa “diagnosi” , riportata su testi e siti anche autorevoli sul mal di schiena: DOLORE ASPECIFICO!

Trovo sconcertante questo approccio che, invece di approfondire una problematica, valutando altri aspetti della persona per trovare la causa dei sintomi, la categorizza superficialmente.

Se mi segui da un po’ sai già come la penso, se è la prima volta che leggi un mio articolo ora capirai qual è secondo me l’approccio più corretto e valido per arrivare ad una diagnosi seria.

Il dolore è un allarme che non si attiva mai senza un motivo, bisogna capire cosa lo attiva

In che modo?

Analizzando il dolore e le sue caratteristiche. In parole semplici il “tipo” di dolore che hai ci dice cosa lo provoca. Ad esempio, un dolore muscolare è diverso da un dolore provocato da un’ernia del disco.

Per questa ragione il dolore va ascoltato e interpretato, soprattutto senza l’interferenza di farmaci che lo alterano.

A questa prima fase devono seguire altri tipi di valutazione, ad esempio della postura e delle relazioni della schiena con il resto del corpo.

Gli esami diagnostici servono a confermare, approfondire o escludere ciò che emerge dalla visita ma non si deve mai sostituire ad essa.

La visita è il momento più importante del percorso riabilitativo. Se non si individuano le cause del mal di schiena non potrai risolverlo e continuerai a sprecare tempo ed denaro in trattamenti inutili.

Quindi, se hai incontrato o dovessi incontrare in futuro un professionista che “liquida” il tuo mal di schiena con diagnosi superficiali, ti consiglio di cambiare strada ed affidarti a medici e fisioterapisti che abbiano una visione più ampia e globale dell’individuo.

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